L'ultima Luna
L'uomo del Gambrinus

Romanzo

Prospettiva editrice

2006

Pag 174

“ Era il terzo lunedì del mese che davano un film con Humprey Bogart. Virgilio se ne stava seduto come sempre come sempre sulla poltrona color senape nel salotto della nuova casa. Nuova per modo di dire, perché la casa era vecchia…Vecchia non antica, come disse mia madre il giorno in cui la visitammo per la prima volta, il sorriso incantato che le restò sulle labbra per tutto il tempo in cui ne percorremmo i pavimento consunto, in mattoni di terracotta, malfermi, di un colore indefinibile, tra il grigio e il rossiccio. Mia madre osservò, affascinata, le pietre annerite dei muri che non volle mai che s’intonacassero. Le fece solo ripulire. Gli odori strani che imperversavano in quella casa, misti all’odore di chiuso, non la distolsero da quell’incanto…”

Così la Critica:

“Sono pagine inquietanti, eppure cariche di ironia, dissacrazione dei troppi luoghi comuni, quelle che accompagnano, in un percorso avvincente e sorprendente, l’ultimo romanzo di Camillo Carrea.”
Cronaca d’Abruzzo

“Nel romanzo di Carrea la grande Storia s’intreccia con quelle minori, e sconosciute di giovani che fuggono lontano, alla ricerca di una pace interiore che non troveranno.“
L’informazione

“ Carrea mostra una capacità quasi cinematografica di dipingere gli scenari e i percorsi della mente, nonché di giocare con le ombre della paura e di creare l’attesa di ciò che sta per succedere, tanto vicina ai ghirigori di Stephen King…”
Abruzzo Oggi

“Nel romanzo di Carrea si muovono personaggi inquieti, alla ricerca di uno spazio nuovo, che tanto fa pensare alle istanze dei giovani di oggi, intrappolati in un mondo ristretto, rispetto alle baldanze di una gioventù globalizzata. Protagonista vera è la Provincia, scenario di un vero e proprio conflitto generazionale, che finisce per colorarsi di tinte magiche ed evocative…”
Abruzzo nel mondo

“Nel libro la grande Storia, quella di Garibaldi, quella di esperimenti genetici compiuti nel Nord dell'Europa, si intreccia a vite minori e sconosciute di giovani che fuggono lontano, alla ricerca di una pace interiore che non troveranno. Ma le pagine sono cariche di ironia, divertimento, cercano di dissacrare tanti luoghi comuni e accompagnano il lettore in un percorso avvincente e sorprendente. "L'ultima luna" ha il tocco di un lessico tragicomico e surreale, che ricorda lo stile di Stefano Benni; le situazioni al tempo stesso drammatiche e divertenti di John Fante…”
Ansa novità libri

“Se si e' in cerca di un libro da regalare a Natale, premiando anche un emergente del panorama letterario italiano, non si puo' non consigliare "L'ultima luna", seconda prova narrativa di Camillo Carrea dopo il fortunatissimo "L'uomo del Gambrinus" del 2004. Edito da Prospettivaeditrice, "L'ultima luna", con le sue 174 pagine da gustare in un sorso solo, e' una sorta di manifesto della provincia giovanile, un mondo nel mondo dove si muovono personaggi surreali e al tempo stesso attuali, in un paese calato nella meta' degli anni Settanta in cui la voglia di emergere dei suoi protagonisti deve fare perennemente i conti con la dura realta' dell'entroterra abruzzese. C'e' rabbia e poesia, frustrazione e speranza nell'opera di Carrea, nato ad Atessa, in provincia di Chieti, nel 1962 e residente a Colledimezzo, sempre in quel preciso contesto in cui fa muovere i suoi protagonisti tra antica superstizione e nuove aspirazioni. Carrea si e' messo in luce in alcuni premi letterari, nazionali ed internazionali, e suoi racconti e poesie sono stati pubblicati in antologie di premi e case editrici, tra i quali "Il Molinello" di Siena e "Tempi Moderni", antologia di poeti contemporanei edita da Libroitaliano. Con "L'ultima luna", Carrea coglie nel segno e, pur partendo dalla 'sua' provincia, si ritaglia un posto tra gli scrittori giovani piu' interessanti del momento. “
ITALPRESS


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Racconti

Serarcangeli

2004

Pag 110

“Il lago parve incendiarsi al sole di novembre traendo dall’acqua bagliori che Fiorenzo a stento sopportava.
Perciò se ne stava per lunghi istanti a occhi chiusi, disteso in riva al lago, dopo le ore di lavoro trascorse in fabbrica. La radio accesa, come sempre. Radio Tempo Fermo

- Aldo Moro e Kurt Waldheim, ministri degli esteri di Italia e Austria, firmano a Copenaghen l’accordo sull’assetto del Sud Tirolo- Alto Adige, profondo dissidio tra i due paesi. Il ‘pacchetto’ prevede una serie di garanzie per l’etnia di lingua tedesca…

‘E’ il trenta novembre millenovecentosessantanove’ diceva poi la voce del giornale radio.

- Il Leaving Theatre di Julian Beck è stato invitato formalmente a lasciare l’Italia dalla questura di Roma, per spettacolo osceno. La rappresentazione di Paradise Now ha provocato nelle settimane scorse infuocate polemiche…E’ il due di Dicembre del millenovecentosessantanove…”

Fiorenzo non ricordava quegli avvenimenti Allora aveva vent’ anni. E ben altro per la testa. Meglio non pensarci. Radio Tempo Fermo. Che idea quella radio nella quale il tempo s’era fermato…”

Così la Critica:

“ Abilità narrativa e felicità di espressione caratterizzano questa prima raccolta di racconti di Camillo Carrea. Le storie qui riunite, anche se affondano le radici in un contesto di ‘piccoli’ avvenimenti quotidiani della vita di provincia, spesso s’involano verso il surreale e il fantastico, non di rado arricchiti da una vena poetica che rimane determinante.
Nel volume il lettore troverà un fiorire di leggende e di ricordi… i personaggi, pur se scolpiti a tutto tondo, non scadono mai nel bozzettismo, sono anzi, figure quasi tangibili, che non si dimenticano facilmente. Un libro per chi ama assaporare situazioni e prospettive tra le più diverse. Per chi è disposto a farsi coinvolgere da fatti intriganti e insoliti, che offrono continui stimoli e generano riflessioni e domande.”
Prefazione di Pierpaolo Serarcangeli, Editore.

“…. L’ abilità narrativa di Carrea è notevole, con frasi brevi ma ricchi di aggettivi pregnanti. Si direbbe che l’autore voglia ‘dipingere’ delle situazioni. Quando si termina di leggere uno sei suoi racconti ci si accorge che ha voluto lasciare qualcosa nella vicenda di sospeso, di misterioso. Che induce il lettore a riflettere…”
Abruzzo oggi.

“Con i racconti dell’uomo del Gambrinus l’autore si muove lungo una direttrice di realismo minore e ha un suo baricentro nello scenario tema della provincia, tornato di moda dagli anni novanta in tutta una generazione di narratori adriatici (Mozzi, Ferracuti, Piersanti), con rilievo sociologico straniante, a sottolineare il collasso identitario di un’Italia minore…Carrea mostra le sue qualità di narratore analitico e asciutto, particolarmente versato nel portare a chiarezza il groviglio caotico dei rapporti umani…”
Ugo Perolino – Il Centro.


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