Ovvero ciò che cerco di scrivere, in base a ciò che penso.

Ecco, dovrei dire che prima di leggere Poe o Lovecraft, avevo già ascoltato i loro racconti…E forse è per questo mi piace talvolta inventare racconti di  mistero, che parlano di accadimenti inspiegabili…

Molti dei miei personaggi sono esseri grotteschi, bizzarri, geniali a modo loro.  Personaggi fuori dal coro, con le loro manie, paranoie, tic, abitudini stravaganti.

Il primo libro che ho letto lo  presi dalla biblioteca della mia scuola elementare:

‘Il principe felice e altre fiabe’, di Oscar Wilde, a cui sono seguiti molti altri, tra i quali quello che mi ha più colpito, ovverosia ‘Farheneit 451’ di Ray Bradbury, un libro geniale, profetico, che ha visto con più di cinquant’anni di anticipo, i disastri provocati dall’avvento della televisione, dal culto della visualizzazione passiva che oggi impera.  

Mi colpì, poi, realista,sgradevole’, crudo nel mettere in risalto il cinismo, la grettezza e la pochezza umana, I Racconti Romani di Moravia, con quei suoi personaggi che della meschinità facevano  bandiera persino, a volte, consapevole.

Vennero poi  letture come ‘Il giovane Holden’ di JD Salinger, ironico, irriverente, caustico, immenso. Candidodi Voltaire, distruttivo il suo sarcasmo, la sua satira sociale e religiosa: argomenti a cui non sono insensibile.  E vorrei aggiungerci ‘Don Camillo’ di Guareschi,  Le avventure di Hukleberry Finn’ di Twain,  Tre uomini in barca di Jerome E come non citare il commovente, comico, ironico, tragico John Fante di ‘Un anno terribile’,  La Confraternita del Chianti’,  ‘A Ovest di Roma’,  ‘Full of  life…’

Come a questo punto si può immaginare, John Fante è uno degli autori da me  preferiti.  I miei  personaggi spesso vogliono richiamare quelli di Fante, disillusi, perdenti, eppure dotati di una luce ‘divina’, surreale, che suscitano quel sentimento misto tra la pietà e l’amore.  I buoni non sono assolutamente buoni, così come i cattivi non sono cattivi fino in fondo. E la vita non è solo tragica, ma è anche comica. E i mali non vengono solo per nuocere, come si dice. Anzi, il male serve spesso a farci crescere, a farci riflettere, a farci diventare migliori. Ma anche questa è tutt’altro che una verità assoluta, in quanto ho conosciuto persone che sono vissute nella classica bambagia, eppure sono delle persone leali, affabili, generose. Così, credo che chi voglia raccontare la vita  non può esimersi dal considerare tutte le componenti del convivere umano. L’imprevedibile, che ha un sua prevedibilità. Appunto, il disincanto, la mesta constatazione. Mesta ma non troppo, appunto perché tutto è prevedibile. Anche l’imponderabile… ah, chiedo scusa, vorrei citare Mempo Giardinelli, uno scrittore argentino. Ho letto ultimamente il suo romanzo, uno dei primi che ha scritto,Settimo Cielo’… ho trovato magnifica la sua ironica saggezza di vecchio nostalgico, che butta via l’Amore sognato e sofferto per tutta la vita, e infine conquistato, in nome di una serenità raggiunta e apprezzata  solo nella maturità. E tutto questo tra situazioni tragicomiche. Autentiche sequenze cinematografiche, i brani di Mempo, perché Giardinelli scrive in modo che ciò che descrive lo si può immaginare, cioè crea delle immagini, spesso indelebili… 

Quale è la mia Letteratura? Quella dove non si esclude niente e nessuno. E dove non  vi è verità assolute assoluto. Non una letteratura di genere. Ma una Letteratura che deve esprimere e descrivere il tempo in cui si vive. Cercare di anticipare quelli che verranno. Partire dalle cause. La  Letteratura che deve innescare la riflessione sul mondo, sulla Storia, sull’umanità. Servendosi del Tragico e del Comico, del Surreale e del Grottesco. Perché le storie, anche le più tragiche hanno in loro ildono’ del grottesco, se non del comico.   

Ho pubblicato una raccolta di poesie nel 2001, dal titolo ‘Così ti parlo’ (Libroitaliano, Ragusa), quindi pubblico, tramite la vittoria in un concorso letterario bandito dalla Agenzia letteraria Mondolibro di Roma, la raccolta di Racconti

L’uomo del gambrinus, (Serarcangeli, Roma,  2004), quindi il  romanzo

L’ultima luna’ (Prospettiva, Roma, 2006) 

Sono stato premiato in vari concorsi letterari, tra i quali il Premio Letterario Nazionale ‘Pompei’ nel 2001, il premio letterario internazionale ‘Il Molinello’ di Siena nel 2002.

Poesie sono state pubblicate in antologie di poeti contemporanei, quale ‘Tempi Moderni’ e ‘Poeti e poesie dell’oggi’ (Libroitaliano, Ragusa, 2003).

Camillo Carrea